Nelle scorse ore si è spento all’età di 90 anni l’ex ministro Raffaele Costa, figura di spicco della politica italiana e del territorio cuneese.
Una lunga carriera tra i ministeri e il Parlamento
Laureato in Giurisprudenza e Scienze politiche, deputato dal 1976 al 2006, la storia di Costa si intreccia con quella del Pli, di cui è stato vicesegretario e segretario prima di fondare l’Unione di Centro e avvicinarsi a Forza Italia. Più volte sottosegretario alla Giustizia, Esteri, Interno e Lavori pubblici, ha ricoperto l’incarico di ministro delle Politiche comunitarie (Amato I), dei Trasporti (Ciampi) e della Sanità (Berlusconi I). Eurodeputato nel 1999, è stato protagonista di storiche battaglie contro la burocrazia e gli sprechi.
L’impegno per la Granda e le battaglie sulla sicurezza stradale
Profondamente legato alla sua terra, dopo essere stato candidato sindaco a Torino nel 1997, è stato eletto al primo turno presidente della Provincia di Cuneo, carica ricoperta dal 2004 al 2009. Tra le sue iniziative più note figura la lotta per la sicurezza stradale, scaturita anche dalla drammatica vicenda del 1997 che vide la morte della giovane Sabrina a Mondovì e culminata nella pubblicazione annuale di un dossier-denuncia. Fondatore della rivista «Il Duemila» e autore di diversi libri, ha lasciato l’attività pubblica nel 2010 per motivi di salute.
Il cordoglio del mondo politico e istituzionale
La sua scomparsa ha suscitato grande commozione. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, lo ha definito «un autentico campione del pensiero liberale e un pioniere nella lotta alla burocrazia». L’assessore regionale Marco Gallo ne ha ricordato la figura come «una bussola e un riferimento saldo per il territorio della Granda», mentre il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha omaggiato «un grande protagonista della politica italiana e un vero liberale», rivolgendo un pensiero d’affetto al figlio Enrico Costa, che ne raccoglie l’eredità politica.
