Villa Sacro Cuore, la visita al cantiere pilota propedeutico al progetto di riqualificazione dell’immobile

“Una prassi virtuosa negli interventi di restauro, che consente di sperimentare tecniche di intervento differenti per la conservazione delle superfici esterne e interne della villa e per i serramenti storici ancora esistenti”: così la professoressa Mariacristina Giambruno, esperta di conservazione del patrimonio storico e docente del Politecnico di Milano, ha illustrato l’importanza del cantiere pilota che ha interessato, a partire da lunedì 7 settembre 2026, Villa Sacro Cuore, e che si chiuderà oggi, venerdì 11 settembre. Proprio in data odierna, dalle 9 alle 16, il cantiere pilota è aperto al pubblico, che può visitarlo.

Villa Sacro Cuore, la visita al cantiere pilota propedeutico al progetto di riqualificazione dell’immobile

L’immobile di Villa Sacro Cuore è infatti al centro di un importante intervento di riqualificazione; il progetto di recupero dell’immobile, lo ricordiamo, è stato selezionato tra i Progetti Emblematici Maggiori sostenuti da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. Il primo lotto dei lavori prevede una spesa di 2 milioni e mezzo di euro, 1 milione e mezzo finanziati da Cariplo e da Regione, e per la restante parte a spese del Comune. L’immobile diventerà un luogo di incontro e di scambio, all’insegna dell’accoglienza turistica, dell’ospitalità dei più fragili e dell’intergenerazionalità, ma anche un polo culturale. Ospiterà un bistrot, un infopoint turistico/culturale, un’area per gli anziani e alloggi per gli studenti del Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco. Ad occuparsi della sua gestione sarà l’impresa sociale Girasole.

Una parte dell’edificio risale al 1700, mentre il lato che dà sulla strada è più recente. A proposito dello stato conservativo dell’immobile, la professoressa Giambruno ha spiegato: “Il professionista incaricato sta valutando quali consolidamenti siano necessari; in linea di principio comunque lo stato conservativo non è così grave; ora stiamo lavorando con il cantiere pilota sugli intonaci perché l’attuale verniciatura gialla, risalente agli anni ’60, è acrilica e rovina lo strato sottostante. Stiamo quindi lavorando per togliere questa verniciatura e stiamo realizzando delle prove di coloritura, cercando di lasciare in evidenza il passato storico della villa, in ottica conservativa, lasciando una sorta di velatura che evidenzi la sua storia”. Sotto alla verniciatura gialla, infatti, è emersa una colorazione sui toni del rosa, alla quale si pensa di rimanere fedeli.

La professoressa Giambruno mostra lo strato di rosa sottostante all’attuale verniciatura

“Abbiamo effettuato delle prove di pulitura della vernice acrilica, che conferisce alla facciata questo effetto ‘plasticoso’ e fa traspirare poco la muratura – aggiunge la professoressa – Abbiamo fatto diversi tentativi con l’intento di economizzare i costi e di pulire la superficie. Poi la muratura verrà consolidata con prodotti compatibili con le normative vigenti. Stiamo anche cercando di far riaderire l’intonaco distaccato, per lasciare il più possibile l’intonaco storico”.

Per i serramenti, alcuni dei quali risalenti al Settecento, come spiegato dalla professoressa, saranno invece effettuate stratigrafie per la definizione delle coloriture che si sono succedute nel tempo, verrà verificato lo stato di conservazione del materiale ligneo e verrà valutata la possibilità di sostenere l’introduzione di nuovi vetri maggiormente efficienti energeticamente e lo stato di cardini e parti in metallo.

I risultati del cantiere pilota saranno essenziali per la stesura del progetto di fattibilità tecnica ed economica di prossima realizzazione, e, come sottolineato anche dal sindaco Angelo Isella, permetteranno di ottimizzare i tempi di lavoro in coordinamento con la Soprintendenza, dal cui controllo è vincolato l’immobile e che ora ha dato la preautorizzazione ai lavori, oltre ad ottimizzare i costi, di cui sarà maggiormente possibile farsi un’idea aderente alla realtà. Al cantiere pilota hanno preso parte la ditta Acanthus Restauri e Ercole Rini Restauri, che ha seguito il lavoro relativo ai serramenti.

Anche all’interno dell’edificio l’ottica è quella del restauro conservativo; in alcuni ambienti sono presenti decorazioni a secco risalenti al Novecento. Qui è stata tolta la pitturazione e la superficie è stata pulita a secco tramite spugnature; poi è stato applicato del consolidante per cercare di far riaderire le decorazioni al supporto, evitando l’integrazione pittorica.

Il primo lotto dei lavori comprende il consolidamento del primo piano e del tetto dell’edificio, il restauro dei serramenti, della parte impiantistica (verrà realizzato un sistema di riscaldamento a pompa di calore elettrico), il rifacimento dei pavimenti e le ripartizioni interne, che saranno pensate in prospettiva delle future funzioni a cui l’immobile assolverà. All’esterno verrà realizzato un pergolato con una zona d’ombra e un parapetto e verrà probabilmente recuperato il giardino all’italiana, di cui alcune tracce, come i cordolini in pietra, sono visibili ancora oggi.

L’ambizione è quella di partire con i lavori intorno a marzo, anche se le tempistiche, quando c’è di mezzo la Soprintendenza, rischiano di allungarsi sempre. I prossimi step comunque prevedono la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, a cui seguirà la conferenza dei servizi per recepire pareri, titoli e soprattutto l’autorizzazione della Soprintendenza; quindi verrà sviluppato il progetto esecutivo, che verrà messo in base di appalto. Quel che è certo è che a giugno 2029 le funzioni dell’immobile devono risultare già attive; quindi, spiega la professoressa Giambruno, il cantiere avrà una durata di circa un anno e mezzo e potrebbe essere terminato nell’estate del 2028.

Presente alla visita del cantiere pilota anche il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Mauro Piazza: “Il bello di questo progetto, al di là del recupero dell’immobile storico, è il mix di funzioni che si realizzeranno: sociali, turistiche, abitative, con uno sguardo rivolto sia agli anziani che ai giovani, come agli studenti del Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco. Funzioni che possono contribuire a ridare vita al borgo storico di Civate”.

Tutte le foto: