Il gruppo consiliare Lavagna Bene Comune interviene sul tema della mitigazione del rischio idraulico dell’Entella e della cosiddetta “Diga Perfigli”, ripercorrendo le vicende politiche e amministrative degli ultimi dodici anni. I consiglieri Alessio Chiappe e Massimo Amicone criticano le amministrazioni che si sono succedute e, in particolare, l’operato delle due giunte guidate dal sindaco Gian Alberto Mangiante.
“OGGETTO: 12 anni di fallimenti sulla mitigazione del rischio idraulico dell’Entella. Dalla promessa del “No alla Diga Perfigli” alle due giunte Mangiante: solo parole, una cassetta di cavoli e zero fatti concreti.
Una sequenza ininterrotta di promesse tradite, opportunismi elettorali e immobilismo amministrativo. La cronistoria degli ultimi 12 anni sulla mitigazione del rischio idraulico del fiume Entella e sulla contestata opera ingiustamente chiamata “Diga Perfigli” fotografa il totale fallimento della politica locale e regionale: un percorso fatto di fiumi di parole, scenografiche provocazioni, ma nessun atto concreto
se si voleva davvero bloccare l’opera.
Era il 2014 quando il candidato Sindaco Sanguineti vinceva le elezioni comunali ponendo al centro del programma una promessa chiara e netta: il “NO alla Diga Perfigli”. Nel 2016, l’esperienza amministrativa si interruppe bruscamente con lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose: in due anni, quella promessa non aveva prodotto un solo atto concreto che desse seguito agli impegni elettorali.
La palla passò anche ai livelli superiori. Nel 2015, durante la campagna elettorale regionale, fu il candidato alla Presidenza Giovanni Toti a promettere che avrebbe fermato il progetto se non fosse stato condiviso dal territorio. Nonostante sia rimasto in carica per quasi dieci anni, Toti non ha mai compiuto alcun atto formale e concreto in tal senso.
Nel 2017 vi è stato anche il cambio della guardia alla guida della Città Metropolitana di Genova, Marco Bucci – attuale Presidente della Regione e nel corso del suo secondo mandato metropolitano si è arrivati all’avvio effettivo del cantiere, più volte duramente contestato dai cittadini.GRUPPO CONSILIARE “LAVAGNA BENE COMUNE”
In questo scenario si inserisce, nel 2019, la parabola dell’attuale Sindaco Gian Alberto Mangiante. In un celebre e grottesco video elettorale, Mangiante affermava con assoluta certezza che avrebbe abbattuto qualsiasi ostacolo pur di fermare l’opera. Una determinazione sbandierata a favore di telecamera che si è scontrata, alla prova dei fatti, con la realtà delle sue due giunte.
L’azione delle amministrazioni Mangiante sul contrasto alla Diga e sui lavori di mitigazione del rischio si è infatti rivelata un guscio vuoto. L’unico “risultato” visibile e quantificabile rimasto agli atti della cronaca locale è la celebre e provocatoria consegna di una cassetta di cavoli all’allora Sindaco Metropolitano Marco Bucci prontamente restituita al mittente. Al netto di questa ironica pensata e di un’interminabile serie di dichiarazioni, comunicati stampa e lettere d’intenti rimaste sulla carta, di lamentazioni di facciata e di piagnistei recitati anche in Consiglio comunale, le due giunte non hanno prodotto alcun fatto concreto.
Anche le recenti richieste di modifiche al progetto rispetto alle opere e ai cantieri appaiono quantomeno tardive essendo problematiche che avrebbero potuto essere sollevate da tempo.
A distanza di 12 anni dai primi proclami, i cittadini si trovano davanti a una triste realtà: gli impegni storici sono stati disattesi, infatti, nessun attore ha fatto l’unica cosa concreta che avrebbe potuto fermare l’esecuzione dell’opera, vale a dire revocare le delibere di assenso al progetto.
I cantieri contestati sono partiti e la messa in sicurezza idraulica dell’Entella e di Lavagna resta un miraggio visto che ancor oggi non si sa come e quando si interverrà a monte del Ponte della Maddalena.
Alessio Chiappe Massimo Amicone
