Tenta di rubare un’auto a Romano, ma gli si spegne durante la fuga. L’uomo è stato rincorso dalla proprietaria e da una sua amica, ed acciuffato dai Carabinieri.
Tenta di rubare un’auto
I Carabinieri di Strambino, con l’aiuto dai militari della Radiomobile di Ivrea, hanno arrestato in flagranza di reato un 29enne residente a Romano Canavese e già noto alle forze dell’ordine. I militari sono intervenuti nella notte del 7 settembre 2026 dopo la segnalazione per un tentativo di furto di un’autovettura in corso nel piccolo comune del Canavese. L’intervento è scattato intorno all’1 dopo una chiamata al Nue 112 fatta dalla proprietaria dell’autovettura.
L’inseguimento a piedi
Poco prima, all’interno di un’abitazione a Romano Canavese, l’uomo si era introdotto di nascosto riuscendo a impossessarsi delle chiavi di un’utilitaria parcheggiata proprio di fronte casa. Subito dopo, il 29enne è salito a bordo e l’ha messa in marcia tentando di allontanarsi. Accortasi immediatamente di quanto stava accadendo, la proprietaria del mezzo, un’impiegata di 38 anni, insieme a un’amica che era con lei, non si è persa d’animo ed ha inseguito a piedi il ladro.
Quest’ultimo, trovandosi in un forte stato di alterazione psicofisica dovuto ad una massiccia assunzione di alcool, non è riuscito ad accendere e avviare l’auto. Ha abbandonato la vettura e ha quindi tentato la fuga a piedi. Nell’inseguire l’uomo, sia la vittima che l’amica intervenuta in suo soccorso sarebbero state ripetutamente minacciate per farle allontanare; tentativo non andato a buon fine grazie alla tenacia delle due donne, le quali lo hanno tenuto sempre sott’occhio a
distanza.
L’intervento dei Carabinieri
Nel frattempo, il tempestivo arrivo delle pattuglie dei Carabinieri di Strambino e della Radiomobile di Ivrea, coordinate dalla Centrale Operativa, ha permesso di intercettare, bloccare e trarre in arresto il ventinovenne. L’autovettura è stata recuperata intatta dai Carabinieri e immediatamente restituita alla proprietaria. Come disposto dall’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio con rito direttissimo. All’esito dello stesso, il Gip di Ivrea ha applicato nei confronti dell’uomo, su richiesta della locale Procura che coordina le indagini, la misura cautelare degli arresti domiciliari.
