Allarme sonno a Torino: il 74% degli universitari dorme meno del necessario. Alle Molinette percorsi su misura contro i disturbi del ritmo circadiano.
L’allarme “social jet lag” tra i giovani
Il 74% degli studenti universitari dorme meno delle 8-9 ore a notte raccomandate dall’Associazione Mondiale di Medicina del Sonno. Un dato emblematico a cui si aggiunge che circa il 20% dei giovani soffre di un vero e proprio disturbo del ritmo circadiano. Si tratta dei cosiddetti “gufi patologici”, soggetti con la tendenza ad addormentarsi molto più tardi rispetto alla media della popolazione. La necessità di protrarre il sonno al mattino si scontra con gli orari rigidi di lezioni e lavoro, provocando la deprivazione cronica di riposo nota come “social jet lag”. Una condizione spesso sottodiagnosticata o confusa con l’insonnia — che in Piemonte riguarda circa 45.000 persone — e che causa stress, affaticamento diurno, ansia, calo del rendimento e un maggior rischio di patologie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative.
Le terapie personalizzate dell’ospedale Molinette
Per affrontare il problema, il Centro di riferimento regionale di Medicina del Sonno dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino — diretto dal professor Alessandro Cicolin — ha messo a punto protocolli terapeutici individualizzati in collaborazione con i Dipartimenti di Neuroscienze e Psicologia dell’Università di Torino. I percorsi si basano su un accurato monitoraggio strumentale e su tecniche non farmacologiche ad indirizzo comportamentale: la cronoterapia (lo spostamento graduale e sistematico del periodo di sonno), la bright light therapy (esposizione al risveglio a una luce calibrata per intensità e temperatura di colore) e l’impiego della melatonina.
Un’eccellenza sanitaria per il territorio
Fondato nel 1999 e riconosciuto centro di riferimento regionale dal 2003, il polo specializzato delle Molinette ha attualmente in carico oltre 9.000 pazienti affetti da insonnie croniche complesse, apnee notturne, narcolessia e disturbi circadiani. Il direttore generale dell’AOU Città della Salute, Livio Tranchida, e l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, hanno sottolineato l’importanza di non sottovalutare i disturbi del sonno, promuovendo la prevenzione, la corretta informazione e l’appropriatezza delle cure per tutelare la salute e la qualità della vita dei giovani e della cittadinanza.
