I Carabinieri di Mantova hanno arrestato due persone e denunciato altre tre, responsabili di 21 reati tra rapine, furti e aggressioni commessi in centro nell’ultimo anno. Le indagini, svolte anche tramite le telecamere cittadine, hanno messo fine a una lunga scia di violenze che aveva creato forte allarme sociale.
Smantellata gang a Mantova
Dodici mesi di aggressioni, pestaggi in strada, furti con strappo e rapine a mano armata. Un’escalation criminale che per un anno intero ha trasformato diverse aree del centro di Mantova e delle sue immediate vicinanze in uno scenario di costante insicurezza. La scia di violenze, che aveva generato un profondo e giustificato allarme sociale tra residenti e commercianti, è stata infine bloccata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Sezione Operativa del Reparto Operativo di Mantova.
Al termine di una complessa e articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica virgiliana, i militari hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale locale a carico di due persone: un 25enne di origine marocchina e un coetaneo algerino, entrambi senza fissa dimora. Nell’ambito del medesimo procedimento, il giudice ha disposto l’invito a comparire per l’interrogatorio di garanzia nei confronti di altri tre indagati a piede libero (una ragazza italiana di 22 anni, una donna di 37 anni e un 27enne originario della Guinea, tutti residenti a Mantova), per i quali si riserva di valutare l’applicazione di ulteriori misure cautelari.
21 colpi a segno
Le indagini tracciano una mappa del degrado e della microcriminalità che ha interessato vari punti nevralgici della città dal luglio del 2025 fino all’agosto del 2026. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, di ben 21 episodi delittuosi. Il quadro accusatorio spazia dalla rapina aggravata ai furti, fino alle lesioni personali, alla ricettazione e al porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’impatto dei raid sul tessuto urbano aveva spinto il Prefetto di Mantova, Roberto Bolognesi, a convocare ripetutamente il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, intensificando i servizi straordinari di controllo del territorio affidati alle Forze dell’Ordine.
La mappa delle violenze
Tra i 21 casi documentati e accertati dagli investigatori figurano episodi di spiccata violenza:
- Piazzale Mondadori (Giugno 2026): Una giovane di 31 anni, accortasi che una coppia le stava tranciando la catena per rubarle la bicicletta, ha tentato di reagire. È stata colpita violentemente con pugni al volto da una 22enne italiana e da un 26enne marocchino, poi fuggiti per assicurarsi l’impunità.
- Via Diga Masetti e area Piscina Dugoni (Luglio 2026): Nel giro di poche settimane si sono consumate due brutali rapine. Nel primo caso un 24enne pakistano è stato affrontato da due stranieri e spogliato del cellulare e del portafogli; nel secondo, un 60enne pakistano è stato spintonato a terra con violenza nei pressi della piscina cittadina da due aggressori che gli hanno sottratto la bicicletta elettrica e lo smartphone prima di far sparire le proprie tracce.
- Via Bonomi (Notte di Ferragosto 2026): Nelle adiacenze di un bar recentemente sottoposto a chiusura da parte dei Carabinieri del NAS, è esplosa una violenta rissa tra stranieri che ha visto l’uso di catene e bottiglie di vetro spaccate.
- Esselunga (Ferragosto 2025): Già un anno prima, nel pomeriggio del 15 agosto 2025, la 22enne italiana e il 26enne marocchino erano stati bloccati dalle pattuglie dell’Arma subito dopo aver messo a segno un furto di generi alimentari al supermercato Esselunga.
Le indagini e i provvedimenti
Il lavoro incrociato degli investigatori dell’Arma ha permesso di chiudere il cerchio attorno al gruppo. Decisive si sono rivelate le immagini estratte dai sistemi di videosorveglianza comunale, che hanno incrociato i passaggi dei sospettati, unitamente alle testimonianze dirette raccolte dalle vittime e dai passanti.
I due 25enni arrestati si trovano ora ristretti presso la Casa Circondariale di Mantova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Per gli altri tre indagati la posizione penale verrà vagliata a seguito degli interrogatori di garanzia.
Si ricorda che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la colpevolezza degli indagati dovrà essere accertata in sede processuale nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.



