Per l’università Lorenzo De Giorgi è tornato a Fino Mornasco a vivere tra le mura di quella casa che fino a poco tempo fa apparteneva alla nonna. Era pressoché ignaro di abitare su un pezzo di storia della sua famiglia e della Bassa Comasca dell’epoca, ma di lì a poco avrebbe iniziato a ricostruire i pezzi di questo mosaico genealogico che racconta molto anche della Brianza che fu.
La ricerca
Di queste mura familiari parla infatti il documento più antico che il ragazzo è riuscito a ritrovare, nella provincia di Como, nella sua ricerca genealogica avviata con rigore dal settembre 2024. Dopo una ricerca iniziale fatta su dei noti siti che si occupano di ricostruire gli alberi genealogici, il giovane ha deciso di intraprendere un’indagine più scientifica ricorrendo agli archivi comunali, che tracciano i dati in maniera precisa dall’istituzione dello Stato civile nel 1866. Dopodiché ha interpellato gli archivi parrocchiali della zona, che partono dal Consiglio di Trento, e infine quelli appartenenti alle grandi famiglie nobili del territorio.
Così, ricercando dati sui suoi avi Roncoroni nella documentazione della famiglia Odescalchi, ha scoperto che erano in gran parte contadini di ceto medio-basso e ha trovato il documento finora più antico, risalente al 1758, in cui si certifica un atto di affitto a carico di Cesare Roncoroni, attualmente considerato il capostipite della sua famiglia. Spiega De Giorgi:
«Tale Roncoroni era un massaro e aveva dei figli. Si trovava su un gradino più alto della società e aveva ricevuto in affitto la casa in cui mi trovo a vivere ora: più di 400 metri quadrati di terreno, all’epoca equivalente a 25 ettari di terreno e oggi una corte interamente abitata dalle famiglie Roncoroni».
I rami familiari
La sua ricerca non si limita però solo ai collegamenti diretti. Lo studioso cerca di ricostruire anche i rami orizzontali, analizzando vicende familiari collaterali come quella di Santino Roncoroni, fratello del suo discendente diretto Francesco. «Santino sapeva leggere e scrivere. Era un caso raro per l’epoca e per quella classe sociale», ha raccontato Lorenzo, che ha anche ipotizzato che, dopo la morte prematura di Francesco, i nipoti Costante e Paolo potrebbero essere stati presi sotto l’ala protettiva di questo zio colto. Una ricerca complessa, quella del giovane, che chiama in causa anche la sua capacità di ricostruire dei tasselli laddove mancano i collegamenti più espliciti e documentati.
Social e archivi storici
In questi anni De Giorgi ha potuto integrare nuovi strumenti per completare la ricerca:
«Utilizzo anche i social network e gli elenchi telefonici per rintracciare omonimi e verificare legami di parentela».
Questo approccio gli ha permesso di tessere una fitta rete di contatti ed ampliare la sua ricerca in numerosi archivi parrocchiali della zona, oltre all’Archivio di Stato di Como e agli archivi nobiliari conservati nelle biblioteche civiche. Nonostante le numerose informazioni raccolte finora, la sua sfida continua.
L’obiettivo
De Giorgi sta tentando di accedere a ulteriori archivi parrocchiali e insegue l’obiettivo di trovare una fotografia di Felicita Roncoroni, l’ultima antenata più vicina al ragazzo. Nata nel 1861, ha vissuto un’esistenza notevolmente lunga per l’epoca, spegnendosi ben 90 anni dopo, nel 1951, dopo aver attraversato decenni di profondi cambiamenti storici. Dal suo ramo deriva la nonna di De Giorgi, anch’essa Felicita ma Porro, che ha abitato a lungo nella casa in cui oggi vive il nipote.
Tra gli studi di Storia e la passione per la fotografia, De Giorgi prosegue la sua indagine riflettendo sul valore del suo lavoro:
«La ricerca genealogica è una delle mie passioni chiave, insieme alla fotografia. Non cerco solo i dati, cerco immagini e storie. Ricostruire tutto questo mi permette di dare un senso pratico ai miei studi e di onorare le origini della mia famiglia».
Una ricerca che, come ha ammesso lui stesso, è ormai diventata una vera e propria missione di vita.
