Si è chiuso oggi, mercoledì 1 luglio 2026, il procedimento a carico di Corrado Paroli, accusato dell’omicidio della madre Margherita Colombo, trovata senza vita nella sua abitazione di Cassina Valsassina il 18 novembre 2024. La Corte d’Assise di Como ha stabilito che l’uomo non era capace di intendere e di volere al momento dei fatti, accogliendo le conclusioni della perizia psichiatrica disposta nel corso del dibattimento.
Cassina Valsassina, a processo per l’omicidio della madre: Paroli assolto perché non imputabile
Le indagini erano scattate immediatamente dopo il ritrovamento del corpo, mentre il fermo dell’uomo era stato eseguito alcuni giorni più tardi. Corrado Paroli era stato raggiunto da un provvedimento restrittivo con l’ipotesi di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. L’ordinanza, emessa dalla Procura di Lecco, gli era stata notificata in ospedale, dove si trovava ricoverato e sottoposto a sorveglianza dopo essere stato rinvenuto privo di conoscenza accanto alla madre.
La tragedia si era consumata nella palazzina al civico 18 di via Colombo, dove madre e figlio vivevano insieme. A dare l’allarme era stata Verdiana Galli, ex moglie di Paroli e madre dei suoi due figli, che aveva trovato nella propria cassetta della posta tre lettere: due brevi messaggi destinati ai bambini e una terza, più articolata e personale, indirizzata a lei, figlia dell’ex consigliere regionale Stefano Galli. Preoccupata dal contenuto, la donna aveva contattato i Carabinieri della stazione di Introbio, che erano intervenuti sul posto.
Quando i militari sono entrati nell’abitazione non hanno rilevato segni di effrazione: l’appartamento era in ordine, elemento che faceva escludere l’ingresso di estranei. All’interno hanno trovato Margherita Colombo distesa sul divano, ormai priva di vita. Poco distante vi era una confezione di psicofarmaci; nelle vicinanze, Corrado Paroli, incosciente ma ancora vivo.
Secondo l’ipotesi accusatoria, la donna sarebbe stata soffocata dopo aver assunto una tisana contenente un mix di sedativi. La morte sarebbe stata provocata dalla compressione delle vie aeree superiori, esercitata con una mano oppure con un oggetto, verosimilmente un cuscino.
Nel corso del dibattimento sono emerse valutazioni contrastanti tra le consulenze psichiatriche delle parti. Per chiarire il quadro clinico, la Corte ha disposto una perizia che ha evidenziato come Paroli fosse affetto da una grave forma depressiva, tale da compromettere in modo totale la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.
Una conclusione condivisa anche dal pubblico ministero Simona Galluzzo, che aveva richiesto l’assoluzione dell’imputato per non imputabilità, richiesta poi accolta dai giudici della Corte d’Assise di Como.
