Gli Esami di Maturità 2025/2026 si sono chiusi in Lombardia con un tasso di successo del 99,5% e 57.748 diplomati totali. Nella provincia di Lodi si contano 1.655 promossi, con un rilevante 4,7% di studenti che ha conquistato il massimo dei voti (100 e 100 e lode).
Esami di Maturità 2026 nel Lodigiano
Cala il sipario sugli Esami di Maturità 2025/2026 e anche per gli studenti della provincia di Lodi è tempo di bilanci ed esami di coscienza, ma soprattutto di festeggiamenti. Secondo i dati definitivi resi noti dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Lombardia, aggiornati al 28 luglio 2026, nel Lodigiano sono stati 1.655 gli studenti che hanno superato l’esame di Stato e ottenuto il diploma.
I dati provinciali tratteggiano un quadro di grande eccellenza per le scuole del territorio, capaci di piazzarsi ai vertici regionali per quanto riguarda le votazioni più alte.
Mappa dei voti a Lodi
Analizzando nel dettaglio le pagelle finali dei diplomati della provincia di Lodi, emerge una forte concentrazione nelle fasce medio-alte, ma con un importante picco tra le eccellenze.
La fascia di voto più numerosa nel territorio lodigiano è quella compresa tra 61 e 70, con il 31,7% dei diplomati, seguita a brevissima distanza dalla fascia 71-80, con il 30,5%. Un solido 17,6% degli studenti si è posizionato nella fascia 81-90, mentre un rilevante 10,3% ha conquistato un voto compreso tra 91 e 99.
A colpire maggiormente è però la quota dei diplomati con il massimo punteggio:
- 3,0% degli studenti lodigiani ha ottenuto 100/100;
- 1,7% ha conquistato l’ambitissima 100 e lode.
Sommando le due voci, la quota di eccellenze (100 o 100 e lode) nel Lodigiano raggiunge il 4,7%. Un risultato che posiziona la provincia di Lodi al quarto posto in tutta la Lombardia, staccando nettamente centri urbani e province ben più ampie come Milano (3,6%), Bergamo (3,0%), Brescia (3,6%) e Varese (3,7%), e posizionandosi subito dietro solo a realtà come Cremona (6,7%), Mantova (5,8%) e Sondrio (5,0%).
I “promossi con il minimo” (voto 60) sono stati invece il 5,3% della popolazione studentesca provinciale, un dato inferiore rispetto alla media di province limitrofe come Milano o Varese (entrambe al 6,8%).
In Lombardia promosso il 99,5% dei candidati
La fotografia scattata a Lodi si inserisce in un contesto regionale estremamente positivo. Su un totale di 58.010 candidati ammessi in tutta la Lombardia (57.162 interni e 848 esterni), i diplomati totali sono stati 57.748, per un tasso di successo complessivo del 99,5%. Per quanto riguarda i soli candidati interni, la percentuale di non superamento è stata irrisoria: appena lo 0,27%.
A livello regionale, la fascia tra 61 e 70 si conferma la più frequente (32,5%), seguita dal 71-80 (31,2%). Si è registrata una crescita degli studenti nella fascia 81-90 (salita dal 15,9% al 17,6%), a fronte di un calo complessivo del 100 semplice (dal 4,25% al 2,9%) e del 100 e lode (dall’1,15% all’1,0%).
Licei al top per le lodi, negli Istituti Tecnici e Professionali voti intermedi
A livello di indirizzi di studio, la ripartizione dei voti su scala regionale rispecchia il trend osservato anche negli istituti superiori del Lodigiano.
Nei Licei (che in Lombardia contano 29.841 diplomati) la quota di eccellenze (100 e 100 e lode) si attesta al 5,3% (con un 3,8% di 100 e un 1,5% di 100 e lode). Negli Istituti Tecnici (19.190 diplomati) le eccellenze scendono al 2,8% (2,1% di 100 e 0,7% di lodi), mentre negli Istituti Professionali (8.717 diplomati) si attestano all’1,7% (1,5% di 100 e 0,2% di lodi). Tecnici e Professionali registrano invece la più alta concentrazione nelle fasce medio-basse, in particolare tra 61-70 (rispettivamente 37,9% e 39,2%) e tra 71-80 (29,9% e 30,6%).
Soddisfazione per l’andamento delle prove è stata espressa dai vertici della scuola lombarda.
“I dati di quest’anno confermano la solidità del sistema scolastico lombardo, con un tasso di successo che sfiora il 99,5% degli ammessi”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Luciana Volta.
“Continueremo a monitorare con attenzione l’andamento dei risultati nei diversi percorsi di studio e nei territori, per sostenere il lavoro delle scuole e ridurre progressivamente i divari ancora presenti”.




