Nel secondo trimestre 2026 Mantova registra una ripresa della dinamica imprenditoriale, con un saldo positivo di 126 imprese e una crescita dello 0,36%. A trainare il risultato è soprattutto il comparto artigiano, in aumento dello 0,68%, mentre restano in calo alcuni settori tradizionali come commercio, agricoltura e manifattura.
Natimortalità imprese
I dati relativi alla natimortalità delle imprese nelle tre province di Cremona, Mantova e Pavia, relativi al secondo trimestre del 2026, elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio, mostrano una leggera ripresa, con una differenza tra iscrizioni e cessazioni di segno più per i 3 territori di Cremona, Mantova e Pavia.
Complessivamente, la consistenza del Registro Imprese della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia ammonta a 107.950 aziende registrate al 30 giugno 2026. Il tasso di crescita dei tre territori risulta pari al +0,41%, un dato leggermente inferiore rispetto a quello della Lombardia (+0,58%) e dell’Italia (+0,56%). Nel panorama lombardo tutte le province si collocano in territorio positivo per quanto riguarda il tasso di crescita; ai vertici della classifica troviamo Lecco, Varese e Monza Brianza, mentre, in fondo, si collocano Cremona, Pavia e Mantova, insieme a Lodi.
Considerando le sole imprese attive, ovvero al netto delle posizioni che non hanno ancora avviato l’attività o l’hanno sospesa, oppure risultano sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 96.802 imprese, in ripresa del +0,1% su base annua. Per la Lombardia si registra una sostanziale stabilità, mentre per l’Italia vediamo una variazione su base annua negativa, pari al -0,9%.
Il comparto artigianale, che rappresenta circa un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, mostra nel secondo trimestre del 2026 un tasso di crescita positivo, pari al +0,57%, così come nel dettaglio dei tre i territori. Anche a livello nazionale e regionale emerge segno più, con un valore pari rispettivamente al +0,40% e al +0,43%. A livello lombardo tutte le province presentano un tasso di crescita positivo; ai vertici della classifica troviamo Sondrio, Mantova e Lecco, mentre, in fondo, si collocano Como, Milano e Monza Brianza.
“I dati del secondo trimestre ci consegnano un quadro incoraggiante, caratterizzato da una ripresa e da un saldo positivo della natimortalità per i territori di Cremona, Mantova e Pavia” – sottolinea il Presidente Gian Domenico Auricchio – “Pur inserendoci in un panorama lombardo che ci vede ancora rincorrere le province di vertice per tasso di crescita generale, il nostro tessuto produttivo sta dimostrando un certo grado di resilienza e capacità di reazione. Lo testimonia la tenuta delle imprese attive, che registrano un incremento in controtendenza rispetto alla flessione nazionale. Ma il segnale più rassicurante arriva dall’artigianato: dopo le criticità rilevate in avvio d’anno, questo comparto, che resta un pilastro fondamentale della nostra economia locale, torna a crescere con tassi superiori alle medie regionali e nazionali.

Tuttavia, affinché questa ripresa si trasformi in una crescita solida e duratura, occorre mantenere un livello di attenzione elevato. Resta fondamentale rafforzare e rendere sempre più accessibili le iniziative di supporto alle imprese: dalla promozione della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, agli strumenti per l’accesso al credito, fino ai percorsi di formazione e accompagnamento. Le aziende stanno dimostrando la vitalità necessaria per affrontare le trasformazioni in atto investendo in competenze e sostenibilità; le istituzioni hanno il compito di affiancarle. Solo attraverso uno sforzo congiunto e sinergico sarà possibile colmare il divario con il resto della regione, accrescere la nostra competitività e sostenere il ruolo centrale delle imprese nello sviluppo economico dei territori”.
I dati in provincia di Mantova
Spostando l’analisi sulla provincia di Mantova, il secondo trimestre 2026 si chiude con un quadro demografico in ripresa. Il tasso di crescita si attesta infatti al +0,36%, con un saldo positivo di 126 unità tra iscrizioni e cessazioni, che fissa a 35.352 il totale delle imprese registrate alla fine di giugno. Un andamento che però mostra una diversità rispetto a quello delle imprese attive, il cui stock risulta pari a 31.957 unità, registrando un calo del -0,3% su base annua. Analizzando le forme giuridiche, le dinamiche mantovane evidenziano un contesto generale di crescita con eccezione unicamente delle società di persone, in calo del -0,2%. Si rileva infatti segno più per le società di capitale (+0,9%), le “altre forme” come cooperative e consorzi (+0,3%) e per le imprese individuali (+0,3%).
L’esame dei settori economici restituisce una situazione di generale sofferenza per la quasi totalità dei comparti tradizionali del territorio: l’agricoltura (-0,3%), il commercio (-0,2%) e le attività manifatturiere (-0,4%). Flessioni diffuse interessano anche i servizi di alloggio e ristorazione (-0,2%), le attività finanziarie e assicurative (-0,1%), il trasporto e magazzinaggio (-0,2%) e il comparto immobiliare (-0,1%). All’interno di questo scenario, riescono a mantenere un trend positivo le costruzioni (+0,8%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,4%), le attività amministrative e i servizi di supporto (+0,7%). nonché le restanti attività di servizi (+0,4%).
All’interno di questo panorama, emerge come sia il comparto artigiano mantovano a trascinare la ripresa della dinamica delle imprese nel secondo trimestre del 2026. Con un tasso di crescita del +0,68% e un saldo che vede le aperture superare le chiusure di 65 unità, il numero complessivo di imprese artigiane registrate a fine giugno si posiziona a quota 9.692.
Scendendo nel dettaglio dei settori più rappresentativi per l’artigianato locale, troviamo segno meno soltanto per le attività manifatturiere (-0,1%). A mostrare la maggiore tenuta sono l’agricoltura (+1,1%), le costruzioni (+1%), le attività di alloggio e ristorazione (+2,9%), le telecomunicazioni (+3,3%) e le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+1,6%). Segno più anche per traporto e magazzinaggio (+0,5%), attività amministrative e di supporto (+0,5%), nonché per le altre attività dei servizi (+0,4%).
