“I cittadini di Oleggio e di tutto il quadrante nord della provincia di Novara non hanno bisogno di altri annunci, ma di tempi certi. Prendiamo atto che il finanziamento statale previsto dall’articolo 20 della legge 67/88 è considerato sufficiente per la realizzazione del Poliambulatorio e che quindi non sarà necessario ricorrere al cosiddetto ‘tesoretto’ regionale. Bene. Il progetto, però, è stato presentato nel 2024, siamo nel 2026 e ancora non è stato sottoscritto l’accordo di programma. Se tutto procederà senza intoppi, serviranno comunque anni prima di vedere partire i lavori. È tempo che la Regione chiarisca con precisione quali siano i passaggi ancora necessari e, soprattutto, garantisca al territorio un cronoprogramma credibile per un’opera fondamentale”. Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Rossi, dopo la risposta dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi alla sua interrogazione sul nuovo Poliambulatorio di Oleggio.
L’intervento di Rossi
Il progetto dell’intervento, inserito dalla Regione nella D.G.R. 1-7297 del 25 luglio 2023, con una previsione di spesa complessiva di 5 milioni di euro, di cui 4,75 milioni a carico dello Stato e 250 mila euro di cofinanziamento regionale, venne persino presentato pubblicamente nel marzo 2024 al Teatro di Oleggio, alla presenza dei vertici dell’ASL NO e degli assessori regionali Icardi e Marnati.
“Sono passati tre anni dall’approvazione della delibera regionale e due dalla presentazione pubblica del progetto e oggi scopriamo che è ancora in corso la procedura amministrativa per la sottoscrizione di un nuovo accordo di programma tra Stato e Regione. L’ASL ha trasmesso alla Regione uno studio di fattibilità, che dovrà essere valutato dal nucleo ministeriale competente. Solo dopo la sottoscrizione dell’accordo di programma partiranno i trenta mesi a disposizione dell’Azienda sanitaria per arrivare a un progetto appaltabile. E, una volta ottenuto il decreto ministeriale di ammissione al finanziamento, ci saranno altri diciotto mesi per l’aggiudicazione dei lavori” sottolinea Rossi.
“Facendo i conti stiamo parlando di almeno quattro anni, da oggi, soltanto per arrivare all’aggiudicazione dei lavori, senza considerare eventuali ulteriori ritardi burocratici che qualunque amministratore responsabile mette in conto quando si parla di investimenti di questa portata e di rapporti con i ministeri. A questo punto viene da chiedersi se non sia stato un po’ prematuro presentare pubblicamente il progetto nel 2024, proprio durante una campagna elettorale, quando il percorso amministrativo e finanziario era ancora così lontano dall’essere concluso” prosegue il consigliere regionale.
“Il progetto è certamente importante e ambizioso. La struttura dovrebbe sorgere nell’area adiacente alla nuova Casa della Comunità, consentendo di concentrare e integrare servizi sanitari oggi distribuiti nella sede di via Gramsci, tra cui cardiologia, diabetologia, ginecologia, neurologia, oculistica, odontoiatria, ortopedia, otorinolaringoiatria, pneumologia, oltre all’ambulatorio infermieristico e ai servizi di radiodiagnostica. Ma l’ambizione non basta: occorrono concretezza e capacità di programmazione, caratteristiche che, purtroppo, chi governa la sanità piemontese da oltre otto anni non ha dimostrato di possedere”.
