Orecchia: «Eredità Luiso Sturla: cinque mesi di silenzio e nessuna trasparenza»

«Eredità Luiso Sturla: cinque mesi di silenzio e nessuna trasparenza. La Giunta Messuti chiarisca subito che fine hanno fatto le opere»: a Chiavari arriva l’affondo di Nicola Orecchia (nella foto), consigliere comunale di opposizione nel gruppo “Chiavari con Te!”.

Le dichiarazioni del consigliere Orecchia

«A cinque mesi dalla morte di Luiso Sturla, la Giunta Messuti, non solo non ha fatto sapere nulla ai cittadini del lascito testamentario dell’artista, ma non ha neppure fatto nulla per entrare in possesso di tutte le sue opere. Sono contento che, dopo il mio intervento e come da me proposto, l’Assessore alla Cultura, Dott.ssa Silvia Stanig, abbia dichiarato che si attiverà per allestire una mostra permanente dedicata alle opere di Sturla. Ma le domande che si sono poste i cittadini restano ancora tutte incredibilmente senza risposte. Innanzitutto, ancora oggi, non sappiamo quali e quante siano le opere ereditate dal Comune di Chiavari. Alla mia istanza di accesso agli atti per avere tutta la documentazione relativa all’eredità di Sturla, ho avuto solo copia del testamento da cui risulta che l’artista Chiavarese ha lasciato in legato al Comune di Chiavari “tutte le opere di sua proprietà (quadri, ceramiche, vasi, piatti, obelischi, ecc.) contenute nella sua abitazione in Chiavari e nel deposito al terzo piano di Palazzo Rocca”.

Tuttavia, la Giunta non ha adottato alcuna delibera per acquisire formalmente l’intera collezione al patrimonio comunale, non ne ha redatto alcun inventario, ma soprattutto non è ancora entrata in possesso di tutte le opere dell’artista. Per di più, a inizio luglio non ricevendo risposte, ho chiesto di poter fare un sopralluogo per verificare la consistenza e lo stato di conservazione delle opere presenti quantomeno nei locali comunali citati nel testamento da Luiso Sturla, ma, ad oggi, non mi è stato ancora concesso, per generiche ed imprecisate “necessità tecniche in corso d’opera”. Cosa stanno nascondendo nelle segrete stanze del palazzo? La gestione di questa pratica è a dir poco opaca e manca completamente di trasparenza, soprattutto se consideriamo l’enorme valore non solo culturale e artistico, ma anche economico dell’eredità di Sturla.

Ho, quindi, protocollato in data odierna un’interpellanza da discutere nel prossimo Consiglio Comunale per fare luce sulla questione. Ho intenzione di chiedere:

1. Come mai da febbraio ad oggi il Comune non ha detto nulla ai cittadini dell’eredità di Luiso Sturla, né ha adottato alcun atto ufficiale per acquisire al patrimonio comunale le opere dell’artista chiavarese?

2. Quante sono e dove si trovano tutte le opere e chi garantisce che il Comune ne entri nell’integrale possesso?

3. Non risultandomi presenti depositi a Palazzo Rocca, che iniziative sono state attivate per la gestione delle opere (scaffalature, imballaggi, assicurazione, verifiche ambientali)?

4. Quando, da chi e a che titolo verrà redatto un inventario/catalogazione di tutte le opere e verrà fatta una stima del loro valore economico;

5. In quali condizioni di conservazione si trovano le tele e tutte le altre opere d’arte?

6. A che titolo e con che ruolo sono stati concessi gli spazi di Palazzo Rocca all’Archivio Luiso Sturla?

7. È stata stipulata una polizza assicurativa contro il furto o danneggiamento delle opere?

8. È stata informata la Sovrintendenza dell’acquisizione delle opere nei locali comunali prima e dopo la morte di Luiso Sturla?

Su questa vicenda non possono esserci zone d’ombra. I cittadini di Chiavari hanno il diritto di sapere come viene custodito e valorizzato un patrimonio che appartiene a tutta la Città. Dopo cinque mesi di silenzio, è arrivato il momento delle risposte in Consiglio Comunale».