Non si fermano all’alt dei carabinieri, urtano e investono il militare, poi tentano la fuga. Vengono bloccati grazie alla tempestiva reazione di un secondo militare. Proseguono le indagini sull’episodio avvenuto venerdì pomeriggio in corso Ancina, a Saluzzo, dove due uomini sono stati arrestati dai carabinieri al termine di un breve ma concitato inseguimento. Sulla vicenda gli investigatori mantengono il massimo riserbo e, al momento, non vengono forniti ulteriori dettagli sulle contestazioni mosse ai fermati.
Secondo le prime ricostruzioni, i due, che parrebbero essere entrambi domiciliati nel Saviglianese, viaggiavano a bordo di un’auto di grossa cilindrata quando, intorno alle 17,30, non si sono fermati all’alt intimato da una pattuglia in borghese dell’Arma. Nel tentativo di sottrarsi al controllo avrebbero investito uno dei militari, che sarebbe stato caricato sul cofano e scaraventato a terra, riportando ferite che hanno reso necessario l’intervento del 118. Le sue condizioni non sono fortunatamente preoccupanti.
La fuga è però durata poche centinaia di metri. Il secondo carabiniere si è lanciato immediatamente all’inseguimento, riuscendo a bloccare il veicolo e a far scattare le manette per entrambi gli occupanti.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia locale per i rilievi dell’incidente e per dare man forte al collega.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella che i due abbiano tentato di evitare il controllo perché nascondevano nell’auto materiale illecito, verosimilmente sostanza stupefacente. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi investigativa che dovrà essere confermata dagli accertamenti ancora in corso.
Sull’accaduto è intervenuta anche l’Unione Sindacale Carabinieri (Usic). Il segretario generale regionale Piemonte e Valle d’Aosta, Leonardo Silvestri, ha espresso vicinanza al militare rimasto ferito e ha elogiato il collega che ha portato a termine l’inseguimento. «Quanto accaduto a Saluzzo è l’ennesima dimostrazione dei rischi quotidiani ai quali sono esposti gli uomini e le donne in divisa. Solo la prontezza e il coraggio del secondo militare hanno evitato conseguenze ancora più gravi, consentendo di assicurare i fuggitivi alla giustizia». Il sindacato torna inoltre a chiedere maggiori tutele operative e giuridiche per le forze dell’ordine e pene più severe per chi si oppone con violenza ai controlli delle autorità.
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