L’ultimo saluto a Roberto Boano, il re del motocross

Venerdì al tempio crematorio di Magliano Alpi, i parenti (a cominciare dai più stretti: la moglie Silvana, i figli Jarno e Ivan, il nipote Gabriele), tanti e amici e molti appassionati di moto, hanno dato l’ultimo saluto a Roberto Boano, 76 anni, pilota e imprenditore del settore motoristico locale.

Ha legato il proprio nome alla storia del motocross e dei rally raid italiani, costruendo una carriera che lo ha portato dalle piste del campionato italiano e mondiale fino ai grandi deserti della Parigi-Dakar. Accanto all’attività sportiva, ha saputo trasformare una passione in un’impresa di successo, fondando insieme alla moglie Silvana la Boano Moto, realtà diventata negli anni riferimento per il settore off-road per diverse generazioni.

Fin da giovane aveva mostrato un talento naturale per la guida e una profonda conoscenza della meccanica. Qualità che gli permisero di emergere nel motocross degli anni Settanta e Ottanta, distinguendosi per tecnica e capacità di affrontare le gare più impegnative. La sua notorietà crebbe ulteriormente grazie alle partecipazioni alla Parigi-Dakar, la competizione che più di ogni altra contribuì a consolidarne la fama tra gli appassionati.

In tanti lo ricordano come un uomo capace di unire competenza e spirito pionieristico, caratteristiche che lo hanno reso una figura rispettata dentro e fuori dai campi di gara.

La passione per i motori è nel dna della famiglia. I figli Jarno e Ivan hanno raccolto il testimone, costruendo a loro volta importanti carriere agonistiche nell’enduro e contribuendo allo sviluppo dell’azienda e del team che porta il nome Boano, protagonista di successi internazionali.

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