Non solo numeri, ma scenari e sfide concrete per il futuro del territorio: a Lariofiere la 34esima Giornata dell’Economia Lariana ha acceso il confronto tra istituzioni, imprese e ricerca. L’annuale appuntamento dedicato all’analisi della situazione economico si è svolto mercoledì scorso e ha offerto una fotografia dell’economia lecchese e comasca, tra dati, criticità e prospettive. Ad aprire i lavori è stato il presidente di Lariofiere, Marco Galimberti, che ha definito l’evento «un importante momento di confronto e di ritorno per il territorio». Quindi ha sottolineato il ruolo strategico della struttura fieristica, luogo in cui si incontrano filiere produttive ed economie dei territori limitrofi: «Le economie territoriali che cresceranno sono quelle che riusciranno a fare sistema. Per fare ciò servono luoghi che favoriscano il dialogo: Lariofiere vuole continuare ad avere questa identità».
La Giornata dell’Economia Lariana
Il presidente della Camera di Commercio di Como-Lecco, Ezio Vergani, ha ribadito l’impegno dell’ente nel sostenere le reti tra imprese: «Diamo sostegno a chi ha un’idea di rete, facendo attenzione ai campanili». Commentando i dati economici, ha però invitato a non accontentarsi: «L’incremento del Pil manifatturiero è dello 0,5%, tiene. Ma va bene? A me non piace. Gli Stati Uniti fanno meglio e noi abbiamo il dovere di pensare in grande». Vergani si è poi soffermato su ComoNExT: «È una bellissima struttura, ma il 70% dei ricavi arriva dagli affitti e il 30% dalle relazioni con le imprese. Non va bene, ComoNExT va ripensato».
L’analisi dei dati
I dati dell’economia lariana sono stati illustrati da Carlo Guidotti, responsabile dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como-Lecco. Nel 2025 il Pil del territorio è cresciuto dello 0,5%, mentre dal 2019 l’aumento complessivo è stato del 5,1%. Positivo anche l’andamento dell’export, salito dell’1%, con una crescita del 10% delle esportazioni verso gli Stati Uniti nonostante i dazi. Guidotti ha inoltre affrontato i temi del capitale umano, dell’inverno demografico, della sostenibilità e delle prospettive future dell’area lariana.
Il ruolo dell’export
Uno spazio importante è stato dedicato all’indagine «Sfide e opportunità per l’export: la voce della manifattura lariana», realizzata da Nomisma in collaborazione con la Camera di Commercio. A presentarla è stato Mattia Ghilardi, project manager di Nomisma. Lo studio ha evidenziato la forte vocazione all’export del territorio, ma anche la dipendenza dal mercato europeo. Tra le opportunità individuate figurano i mercati ad alto potenziale come Cina e India, mentre le imprese chiedono supporto soprattutto sui temi normativi, delle competenze e dei contatti necessari per affrontare i mercati internazionali.
Da Carlo Secchi a Maurizio Riva
La tavola rotonda ha visto confrontarsi Carlo Secchi, professore ordinario emerito di Politica Economica Europea all’Università Bocconi; Antonio Bartesaghi, Amministratore Delegato Gruppo Omet e presidente di Fondazione A. Badoni; Giulia Gentili, product manager Gentili Mosconi Spa, e Maurizio Riva, presidente e amministratore delegato Riva 1920. «Ci siamo illusi che la globalizzazione fosse un processo ineluttabile. La crisi Covid ci ha fatto capire che era un’illusione», ha osservato Secchi, sottolineando la necessità di investire nella formazione e nel capitale umano. Riva ha invece richiamato l’attenzione sulla difficoltà nel reperire personale qualificato: «La grande industria ha portato via tante mani agli artigiani, il loro saper fare. La situazione è drammatica: per fortuna ci sono gli stranieri».
Da Antonio Bartesaghi a Giulia Gentili
Un tema, quello della manodopera, ripreso anche da Bartesaghi, secondo cui «l’immigrazione per l’Italia è indispensabile, va gestita». Inoltre, ha evidenziato la forte vocazione internazionale della sua azienda: «L’export supera l’80-85%. Il territorio lecchese e comasco è eccezionale». Pur definendo l’Europa «casa nostra», ha invitato le imprese a guardare oltre i confini comunitari, indicando nell’India uno dei mercati più promettenti dei prossimi anni. Giulia Gentili ha invece posto l’accento sul ricambio generazionale: «L’export rappresenta il 50% del nostro fatturato. Il ricambio generazionale non è facile, è necessario confrontarsi con chi è venuto prima di te». L’approfondimento dei dati del rapporto è proseguito con gli interventi di Daniele Rusconi, funzionario dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como-Lecco, e di Andrea Gianni, ricercatore Pts, con quest’ultimo che ha affrontato in particolare i temi del mercato del lavoro e della sostenibilità.
Le conclusioni di Mauro Piazza e Alessandro Fermi
Le conclusioni sono state affidate ai rappresentanti di Regione Lombardia. Il sottosegretario Mauro Piazza ha ribadito la contrarietà a una crescente centralizzazione delle decisioni: «Crediamo in un approccio diametralmente diverso, dove le decisioni sono prese da chi è vicino al territorio, per dare risposte congruenti con le grandi sfide che ci attendono». Alessandro Fermi, assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, ha ribadito quanto esposto da Piazza e ha sottolineato il valore del rapporto dei territori: «Il 90% delle risorse che mettiamo in campo sono figlie dell’ascolto e della fotografia del territorio». Fermi ha infine richiamato l’attenzione sui temi della formazione, dell’università e del ricambio generazionale, evidenziando come il tessuto produttivo locale abbia «la capacità di guardare al futuro con determinazione e speranza».
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Alessandro Fermi

Mauro Piazza

Ezio Vergani

Marco Galimberti

Da sinistra: Carlo Secchi, Antonio Bartesaghi, Giulia Gentili e Maurizio Riva
